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Partiamo dalle basi: quanto è un megawatt e cosa è il PUN?

Nel 2021 i prezzi dell’elettricità e del gas sul mercato europeo hanno superato tutti i record storici e questo trend sta continuando anche nel 2022. Ma qual è l’impatto del costo dell’energia elettrica per imprese e comuni cittadini? 

Il prezzo medio della luce si calcola in MWh, ma cosa significa MWh? Quanti watt sono un megawatt? Il Megawatt Ora indica 1 milione di watt, o meglio, mille kilowatt, ed è l’unità di misura che si utilizza quando si ragiona di dimensionamenti energetici su scala nazionale.

In Italia, l’allarme anche per le piccole e medie imprese è scattato nel mese di dicembre 2021, quando il PUN ha segnato un altro massimo storico, dopo quello di novembre, raggiungendo una media mensile di 281,24 €/MWh. Ma cosa è il PUN? Il Prezzo Unico Nazionale si forma dall’incontro del prezzo dell’energia fissato sul mercato elettrico italiano sulla base della domanda e dell’effettiva richiesta di elettricità periodo per periodo. Questo significa un incremento in valore assoluto di ben 227,2 €/MWh rispetto al valore del dicembre 2020 (54,04 €/MWh) e, in termini percentuali, un aumento del 420%. (Fonte: nostre elaborazioni su dati GME)

Come affrontare la mutata spesa media mensile di luce e gas

Per arginare le perdite in corso, prima che si cronicizzino e si trasformino in vere e proprie falle, l’utenza civile, ma in particolare l’utenza industriale, è chiamata ad una nuova consapevolezza. A partire dalla comprensione di alcune dinamiche di base del mercato energetico, per arrivare alla salvifica decisione di affidare ad un consulente energetico esterno le delicate fasi di scelta, sottoscrizione e gestione dei contratti.

Quanto costa l’energia elettrica in Italia?

Ecco, in estrema sintesi, il quadro della variazione del PUN da dicembre 2020 a dicembre 2021.

L’andamento del prezzo del gas

Per quanto riguarda il gas, le quotazioni di dicembre sul mercato spot sono letteralmente impazzite, con punte giornaliere superiori ai 180 € a MWh e una chiusura mensile con la media ferma a 113,34 €/MWh.
In questo caso, l’incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (quando il prezzo era a 16,46 €/MWh) è stato addirittura del 588%.
(Fonte: nostre elaborazioni su dati Gme).

Di seguito un grafico che illustra l’andamento del PUN nel corso degli ultimi tre anni. Si può ben vedere il balzo effettuato dal 2020 in poi, ed in particolare l’impennata della curva a partire dalla seconda metà del 2021.

Le cause degli aumenti dell’energia

Il ruolo della domanda nella determinazione del prezzo

Diversi fattori contribuiscono alla determinazione dei prezzi dell’energia. Un fattore fondamentale che influisce nella configurazione del pricing è la domanda.Nel mercato dell’energia, in questo momento storico, la domanda risulta essere di gran lunga superiore rispetto all’offerta. A monte abbiamo, infatti, un problema di scarsità delle materie prime da cui ricaviamo energia elettrica.

Perché i costi delle materie prime energetiche stanno aumentando?

Tra questi fattori, primo fra tutti è il costo della materia prima che viene trasformata in energia elettrica. Ad oggi, nel mondo, circa un 30% della produzione di energia elettrica avviene nelle centrali termoelettriche a partire dal carbone, quasi un 25% a partire dal gas, il 10% dal nucleare. L’idroelettrico produce circa il 15% dell’energia e le altre rinnovabili contribuiscono per circa il 10%. Ed il prezzo viene definito anche in base al costo delle materie prime. (Fonte: IEA)

L’impatto della questione climatica sui costi delle materie prime per la produzione di energia

In aggiunta a questi elementi bisogna pensare anche al recupero delle attività produttive post Covid. Nonostante non siano stati ancora raggiunti i livelli pre-pandemia, l’Enea ha stimato in Italia una crescita della domanda di energia e delle emissioni di circa il 6% nel 2021 e anticipa un ritorno ai livelli pre-Coronavirus fra il 2022 e il 2023.

Infine, non è da trascurare la componente geopolitica. Lo scenario internazionale vede i mercati più spostati verso i Paesi Asiatici, a detrimento dei fornitori “storici”.
Come sappiamo infatti l’Europa non è indipendente per quanto riguarda la produzione delle materie prime energetiche. Stando ai dati di un recente studio dell’Università di Padova, i paesi dai quali l’Europa importa gas naturale sono:

  • 41,1% Russia
  • 16,2% Norvegia
  • 7,6% Algeria
  • 5,2 % Qatar

Leggendo questi dati si capisce come in parte i continui aumenti del costo dell’energia in Italia siano dovuti ai rapporti con la Russia. Di recente ad esempio la Gazprom (azienda energetica russa parzialmente controllata dallo Stato) ha bloccato il transito del gas naturale dal gasdotto Yamal-Europe, dopo una costante riduzione delle forniture. É questo l’attuale scenario dei prezzi dell’energia sul mercato europeo, ad oggi fortemente influenzato dai venti di guerra tra Ucraina e Russia. Se al momento l’ipotesi di un intervento militare russo è scongiurata, i dissidi tra il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj e Vladimir Putin sono destinati a durare ancora per molto. E l’instabilità è la essa stessa la condizione alla base dell’instabilità dei prezzi.

Come si riflettono gli aumenti dei prezzi dell’energia sul costo finale della bolletta?

Ma quanto andremo a pagare di più per gas e luce? Nel primo trimestre 2022, stando alle stime di aggiornamento prezzi trimestrale dell’Arera, l’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, a causa degli aumenti delle quotazioni delle materie prime  il rincaro sarà pari ad un +55% per l’energia elettrica e ad un +41,8% per il gas. Tutto ciò nonostante l’intervento del governo che, come nel trimestre precedente, ha azzerato gli oneri generali in bolletta e ridotto l’Iva per il gas per clienti domestici e microimprese.

La stima dei rincari dei costi della luce

Per quanto riguarda l’importo nella bolletta della luce, la stima di Arera è che la spesa per la famiglia-tipo nel periodo compreso fra aprile 2021 e marzo 2022 sarà di circa 823 euro, con una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente a un incremento di circa 334 euro/anno

Nello stesso periodo, la spesa della famiglia-tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un incremento di circa 610 euro/anno.  

Si tratta, però, di una visione parziale che non può essere generalizzata. In effetti, questo riguarda solo i clienti che hanno sottoscritto un’offerta all’interno del mercato tutelato, cioè una parte di clienti domestici e alcune le microimprese.
Infatti, gli aumenti variano da caso a caso, in funzione del tipo di mercato (libero o tutela) e del tipo di offerta sottoscritta (ad es. prezzo fisso o prezzo indicizzato).

Differenze tra mercato libero e mercato tutelato

Il mercato libero è una scelta che permette maggiore flessibilità, lo abbiamo spiegato qualche tempo fa nell’articolo Quanto costa l’energia elettrica”. Sul fronte opposto invece la tutela si fa sentire soprattutto quando il mercato dell’energia subisce contraccolpi come quelli che stiamo vivendo in questi mesi. Infine, conoscere la differenza tra mercato libero e tutelato può essere utile anche in vista della transizione che stiamo vivendo, che porterà alla “Fine del mercato tutelato” nel 2023.

Come risparmiare sulle bollette luce e gas nel 2022?

In questo periodo sembra quasi impossibile trovare un modo per evitare gli aumenti di prezzo. Il risparmio promesso al cliente spesso non viene percepito da quest’ultimo. Questo succede in momenti storici in cui gli aumenti energetici sono inferiori e a maggior ragione succede adesso che i rincari sono così alti! 

Tuttavia, anche in momenti come questo, è possibile risparmiare e diminuire i costi.
Per diminuire l’importo della bolletta potrebbe essere necessario cambiare il proprio fornitore di luce e gas. Il modo più intelligente per farlo è quello di porsi le domande giuste e raccogliere il maggior numero di informazioni possibile prima di scegliere il fornitore energetico più adeguato.

Quali sono le domande giuste da porsi prima di cambiare fornitore di energia elettrica e gas?

1) Ho un prezzo luce e gas fisso o indicizzato?

Il prezzo fisso luce e gas è un prezzo bloccato per un dato periodo (12/24/36 mesi) e consente a chi lo sottoscrive di non essere soggetto ad eventuale aumento del prezzo del gas e della corrente elettrica (PUN) e del gas (PSV).  Il prezzo indicizzato segue l’andamento del costo dell’energia elettrica aggiornato su base mensile (PUN/PSV) nella borsa. 

 Facciamo un esempio: se oggi mi ritrovo in bolletta un prezzo fisso la cui offerta decorre dal 1° giugno 2021, per 12 mesi, fino a maggio 2022, è sicuro che questo sarà nettamente più basso dei migliori listini a prezzo fisso attuali. Quindi è fondamentale non cambiare fornitore prima della scadenza.
E alla scadenza che cosa faccio? Intanto è necessario verificare l’andamento dei prezzi di luce e gas sul mercato dell’energia. Se il trend è rialzista nel medio lungo periodo, allora è molto probabile che un prezzo fisso possa mettere al riparo da ulteriori aumenti. In alternativa, si può sempre puntare su un prezzo indicizzato, cercando di ottenere lo spread più basso, per poi andare a trovare offerte luce e gas a prezzo fisso più avanti, nel momento in cui si verificheranno le migliori condizioni.

2) Quando scade il mio contratto?

Se stai pensando di cambiare fornitore di energia elettrica perché i prezzi delle tue bollette stanno aumentando vertiginosamente, dovresti controllare anche la scadenza della tua offerta (visibile nella tua fattura). Potresti avere un ottimo prezzo dell’energia ma l’offerta potrebbe essere in scadenza e quindi i tuoi prezzi saranno soggetti a variazioni. 

3) Prezzo fisso o variabile per energia elettrica e gas?

Come abbiamo visto, ci sono delle differenze sostanziali tra la tariffa applicata sul mercato tutelato da Arera e le tipologie di tariffe che si possono trovare sul mercato libero.

 Ad esempio, se sei con il mercato tutelato il prezzo della corrente elettrica varia ogni trimestre, seguendo sostanzialmente il mercato dei tre mesi precedenti. Quindi può diventare conveniente rinegoziare il contratto sul mercato libero con un prezzo fisso, soprattutto in un momento come questo in cui anche i prezzi del mercato tutelato hanno toccano i massimi storici.
Se sei già sul mercato libero, allora è fondamentale sapere se il tuo è un prezzo fisso o indicizzato e agire con tempestività e, soprattutto, nel momento giusto per rinegoziare il contratto (vedi sopra).

Prenota una call gratuita con un nostro consulente energetico!

Come puoi vedere, i fattori da tenere in considerazione sono molti: trovare un’offerta davvero vantaggiosa può risultare difficile e, in alcuni casi, anche particolarmente insidioso. 

Con l’unico scopo di farti capire i vantaggi di rivolgersi ad un consulente energetico, ti offriamo gratuitamente un’analisi iniziale! Contattaci a info@energiachiara.it verrai ricontattato nel più breve tempo possibile.

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Prezzo energia sotto controllo: un esempio preso da un caso reale

Di seguito potete trovare un caso reale di un cliente con una tariffa indicizzata (PUN + 6 €/MWh) che è stato rinegoziato attraverso la nostra consulenza a prezzo fisso, con decorrenza 1/11/21. Se il cliente avesse mantenuto l’offerta a prezzo indicizzato, nella sola bolletta di novembre avrebbe avuto una spesa in bolletta pari a 2.900 euro, contro i 1509 euro dell’offerta a prezzo fisso. In pratica, quasi il 50% in meno, per un risparmio complessivo di 1391 euro. Naturalmente, il risparmio sarebbe ancora maggiore se facessimo il confronto con il prezzo indicizzato del dicembre 2021, che è cresciuto ancora del 25% rispetto a fine novembre 2021.

Risparmio in bolletta novembre 2021 con prezzo fisso rinegoziato da Energiachiara

1.202,92 €

Risparmio in bolletta dicembre 2021 con prezzo fisso rinegoziato da Energiachiara:

1.533,46 €

Costi energia imprese: diminuirli è possibile

Ecco che, anche in questo periodo di forti tensioni dei prezzi, diminuire i costi dell’energia elettrica e gas per imprese e privati, è possibile. Per risparmiare è fondamentale avere una visione di medio lungo periodo, fare una valutazione attenta delle varie opzioni, confrontare le varie offerte, sempre con un occhio ai trend di crescita del mercato energetico, e prendere una decisione consapevole in relazione all’attuale situazione. In caso di valutazioni errate il mercato libero consente di avere quasi sempre la flessibilità necessaria per rimediare.

Cosa può fare Energiachiara per abbattere la spesa di luce e gas

Chi siamo? Energiachiara si occupa da anni di trovare soluzioni vantaggiose per diminuire i costi energia imprese. Aiutiamo i nostri clienti alla ricerca di contratti dai prezzi ragionevoli per la fornitura di gas ed energia. Adesso che gli effetti degli aumenti in bolletta diventano sempre più visibili a tutte le tipologie di clienti, non solo alle grandi aziende ma anche alle piccole e medie imprese e ai clienti domestici, scegliere il miglior fornitore può diventare un fattore critico ai fini del contenimento della spesa di luce e gas.
Gli esperti di Energiachiara sono in tutto e per tutto dei consulenti energetici, un tramite tra il cliente e il fornitore. Offriamo un servizio di analisi gratuita delle bollette (che puoi trovare cliccando qui) e troviamo per il cliente le migliori soluzioni tariffarie per luce e gas. Non vendiamo energia, non siamo i fornitori diretti, ma lavoriamo come intermediari per assicurarci le offerte migliori.

Mettiti in contatto con uno dei nostri consulenti energetici, sarà in grado di analizzare gratuitamente la tua situazione e di consigliarti se cambiare fornitore o meno. Ti proporremo di cambiare solo se saremo davvero in grado di offrirti un’alternativa migliore, più sicura e meno costosa.

Puoi consultare le tabelle relative ai costi di dicembre e novembre anche ai seguenti file pdf: