Prezzo energia agosto 2026: cosa è successo e cosa aspettarsi in autunno
Bollette in aumento durante l’estate 2026: dopo i rincari registrati a giugno e luglio, anche agosto ha confermato una fase di forte crescita del prezzo dell’energia elettrica.
Il tema riguarda in particolare imprese, attività commerciali e famiglie con contratti indicizzati, perché l’andamento del mercato all’ingrosso incide direttamente sulla componente energia della bolletta.
Ma agosto ci lascia anche un’altra indicazione importante: le aspettative per l’autunno sono peggiorate rispetto a quelle che il mercato mostrava appena un mese fa.
A inizio agosto, infatti, le previsioni (dell’European Energy Exchange) indicavano prezzi intorno a 164-166 €/MWh per i mesi autunnali. Alla chiusura del 31 agosto gli stessi mesi vengono negoziati vicino a 190 €/MWh.
Vediamo quindi cosa è successo durante l’estate, perché le bollette possono essere aumentate e quali segnali arrivano per l’ultimo quadrimestre dell’anno.
Come è cambiato il prezzo dell’energia da giugno ad agosto 2026?
L’aumento dei prezzi non è arrivato all’improvviso ad agosto, ma si è costruito progressivamente nel corso dell’estate. Dopo i 0,119 €/kWh di maggio, il PUN Index GME è salito a 0,133 €/kWh a giugno, per poi accelerare ulteriormente a luglio, quando il prezzo medio dell’energia ha raggiunto 0,157 €/kWh.
Ad agosto la tendenza rialzista è proseguita, con un prezzo medio che si è portato intorno a 0,180 €/kWh. Nel giro di appena due mesi, quindi, il prezzo dell’energia all’ingrosso è aumentato di oltre un terzo, segnando un netto peggioramento rispetto all’inizio dell’estate.
Questo non significa che ogni bolletta sia aumentata automaticamente della stessa percentuale, ma indica chiaramente che per chi acquista energia a prezzo variabile il mercato è diventato molto più costoso rispetto all’inizio dell’estate. È uno dei motivi per cui molte imprese possono aver visto le bollette in aumento già durante i mesi estivi.
Perché il prezzo dell’energia elettrica e del gas è aumentato durante l’estate?
Non c’è una sola causa. Una parte importante dei rialzi è legata alle tensioni in Medio Oriente e alle difficoltà nei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto.
Le limitazioni ai flussi di GNL provenienti soprattutto dal Qatar hanno ridotto l’offerta disponibile sul mercato internazionale e contribuito a mantenere elevati i prezzi del gas in Europa. E quando il gas aumenta, anche il prezzo dell’elettricità può risentirne, perché una parte dell’energia elettrica viene ancora prodotta attraverso centrali alimentate a gas.
A questa situazione si è aggiunto il forte caldo estivo. Secondo Terna, a luglio i consumi elettrici italiani sono cresciuti dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025.
Il motivo è semplice: quando le temperature aumentano, condizionatori, sistemi di refrigerazione e impianti di raffrescamento lavorano più a lungo e consumano più energia.
Il fenomeno riguarda sia le famiglie sia molte attività economiche, come hotel, supermercati, ristoranti, negozi, uffici, strutture sanitarie e aziende produttive. In questo modo, durante l’estate si sono sovrapposti un mercato energetico già sotto pressione per la situazione internazionale e una domanda di elettricità più elevata a causa del caldo.
L’effetto combinato delle tensioni internazionali e della maggiore domanda elettrica ha quindi contribuito a creare le condizioni per bollette in aumento durante l’estate.
Perché le bollette sono aumentate durante l’estate?
Quando si parla di bollette in aumento, è importante capire che non dipende solo dal prezzo dell’energia: durante l’estate possono crescere contemporaneamente sia il costo dell’energia sia i consumi.
Per un’azienda con un contratto indicizzato, il prezzo della componente energia può essere aumentato perché è salito il PUN.
Nello stesso periodo l’impresa potrebbe però aver consumato più kWh per climatizzazione, refrigerazione, maggiore produzione o aumento dell’attività stagionale.
Per questo confrontare soltanto il totale della bolletta di agosto con quello di maggio o giugno può essere fuorviante.
Bisogna distinguere almeno tre elementi:
- quanto è cambiato il prezzo per kWh;
- quanto sono cambiati i consumi;
- quanto incidono spread, costi fissi e altre condizioni previste dal contratto.
È anche il motivo per cui un aumento del PUN del 20% non equivale automaticamente a una bolletta più cara del 20%.
Agosto cambia le previsioni per l’autunno 2026
Il dato forse più interessante arriva dalle quotazioni per i prossimi mesi. Dopo un’estate caratterizzata da bollette in aumento, anche le indicazioni per l’autunno meritano particolare attenzione.
Il 5 agosto avevamo pubblicato una prima analisi delle quotazioni dell’European Energy Exchange (EEX) per capire cosa aspettarsi durante l’autunno.
A inizio agosto il mercato mostrava questo scenario:
La media di ottobre, novembre e dicembre era quindi di circa 0,165 €/kWh.
A distanza di meno di un mese, però, lo scenario è cambiato sensibilmente.
Le nuove quotazioni EEX al 31 agosto
Le quotazioni EEX Italian Power Base Month Future rilevate il 31 agosto 2026 indicano:
Fonte: European Energy Exchange – EEX Market Data Hub, rilevazione del 31 agosto 2026.
In meno di un mese, quindi, la media attesa per ottobre, novembre e dicembre è passata da circa 0,165 €/kWh a 0,190 €/kWh, con un aumento di oltre il 15%. Se questi livelli dovessero confermarsi, il rischio di bollette in aumento potrebbe quindi proseguire anche nei prossimi mesi.
Un mese fa il mercato prevedeva un autunno costoso ma relativamente stabile. A fine agosto, invece, gli operatori attribuiscono all’energia che verrà consegnata nei prossimi mesi un valore sensibilmente superiore.
Significa che il PUN sarà sicuramente di 190 €/MWh?
No. È importante non confondere quotazioni future e prezzi effettivi. I valori EEX non indicano quale sarà sicuramente il PUN medio di settembre, ottobre o novembre.
Sono prezzi ai quali il mercato negozia oggi energia che sarà consegnata nei mesi successivi. Servono quindi a capire quali sono le aspettative attuali degli operatori, ma possono cambiare anche rapidamente. Lo abbiamo appena visto: tra l’inizio e la fine di agosto le quotazioni per l’autunno sono cambiate di oltre il 15%.
Cosa significa per un’azienda con un contratto indicizzato?
Per le imprese con un contratto indicizzato, il rischio di bollette in aumento merita particolare attenzione. Se nei prossimi mesi il prezzo effettivo dell’energia dovesse mantenersi vicino ai livelli indicati oggi dal mercato, la componente energia potrebbe rimanere elevata anche dopo la fine dell’estate. Questo è particolarmente importante per le aziende che a settembre tornano a pieno regime dopo le ferie oppure che aumentano i propri consumi durante l’autunno.
Un’impresa non dovrebbe però decidere se cambiare contratto basandosi solamente sul valore del PUN o sulle quotazioni EEX. Bisogna controllare anche lo spread applicato dal fornitore, i costi fissi e le altre condizioni previste dall’offerta. Due contratti entrambi indicizzati possono infatti avere costi finali molto differenti.
Bollette in aumento: cosa dovrebbe controllare un’azienda?
Dopo i rialzi registrati tra giugno e agosto e il forte cambiamento delle quotazioni per l’autunno, settembre è un buon momento per verificare la propria fornitura.
In particolare, un’azienda dovrebbe controllare il prezzo effettivamente applicato per ogni kWh, lo spread del contratto indicizzato, i costi fissi, la scadenza delle condizioni economiche e l’andamento dei consumi rispetto ai mesi precedenti.
Per chi ha un prezzo fisso è importante verificare soprattutto la data di scadenza: il contratto può aver protetto l’impresa dai rialzi estivi, ma le nuove condizioni proposte al rinnovo potrebbero incorporare il livello più elevato raggiunto dal mercato. Per chi è indicizzato, invece, diventa ancora più importante capire se lo spread previsto dal contratto è competitivo.
Cosa aspettarsi quindi dall’autunno 2026?
I dati disponibili al 31 agosto non indicano, almeno per il momento, un ritorno rapido ai prezzi della primavera.
Al contrario, il mercato ha rivisto significativamente al rialzo le proprie aspettative per settembre, ottobre, novembre e dicembre.
Non significa che questi prezzi si realizzeranno necessariamente. Significa però che lo scenario è diventato più incerto e più costoso rispetto a quello osservato soltanto poche settimane fa.
Ed è proprio questa la principale indicazione per le imprese: non aspettare necessariamente la prossima bolletta per capire se il contratto è ancora adeguato.
Durante l’estate molte imprese possono aver visto bollette in aumento, mentre il prezzo dell’energia continuava a salire e le quotazioni EEX per ottobre-dicembre venivano riviste al rialzo.
In una fase di mercato così rapida, conoscere il prezzo previsto dal proprio contratto e confrontarlo con le alternative disponibili può fare una differenza importante sul costo energetico dei prossimi mesi.
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