PSV agosto 2026: prezzo del gas a 0,686 €/Smc, nuovo massimo dell’anno

Il PSV agosto 2026 si attesta a 0,68 €/Smc, segnando il valore più elevato registrato dall’inizio dell’anno.

Il dato assume particolare rilievo soprattutto se confrontato con lo stesso mese del 2025. Ad agosto 2025, infatti, il PSV si collocava intorno a 0,38 €/Smc: nell’arco di dodici mesi il prezzo medio del gas sul mercato italiano è quindi aumentato di circa l’80%.

Più che la singola variazione mensile, è proprio il confronto annuale a restituire la dimensione del cambiamento. Nell’estate 2025 il mercato si muoveva su livelli decisamente più contenuti; dodici mesi dopo, il PSV è tornato vicino a 0,70 €/Smc, con un impatto potenzialmente rilevante per famiglie e imprese che hanno sottoscritto forniture indicizzate.

Il rialzo di agosto non arriva però all’improvviso. Osservando l’andamento del 2026 emerge infatti un percorso caratterizzato da forti oscillazioni nella prima parte dell’anno e da una chiara accelerazione a partire dall’inizio dell’estate.

PSV Agosto 2025 e PSV agosto 2026: un anno cambia completamente lo scenario

Il confronto tra i due mesi evidenzia immediatamente quanto sia cambiato il mercato del gas.

PeriodoPSV medio
Agosto 20250,38 €/Smc
Agosto 20260,68 €/Smc
Variazionecirca +80%

La differenza è di oltre 0,30 €/Smc.

Per comprendere meglio il peso di questa variazione, basti pensare che un aumento di circa 0,30 €/Smc, applicato a 10.000 Smc di consumo, equivale a circa 3.000 euro di differenza sulla sola componente legata al valore del gas sul mercato (escluso spread applicato dal fornitore, eventuali altri corrispettivi contrattuali ecc.), a parità di condizioni contrattuali.

Naturalmente questo non significa che la bolletta complessiva aumenti automaticamente dell’80%: il PSV rappresenta infatti soltanto il riferimento di mercato utilizzato nelle offerte indicizzate, mentre il costo finale dipende anche dallo spread applicato dal fornitore, dalle quote fisse e dalle altre componenti previste dal contratto.

Il confronto resta però significativo perché mostra con chiarezza la distanza tra le condizioni di mercato dell’estate 2025 e quelle attuali.

L’andamento del PSV nel 2026

Per capire come il PSV sia arrivato agli attuali livelli è utile osservare l’evoluzione mese per mese.

MesePSV medioVariazione mensile
Gennaio 20260,404227 €/Smc—
Febbraio 20260,377233 €/Smc-6,7%
Marzo 20260,558338 €/Smc+48,0%
Aprile 20260,493117 €/Smc-11,7%
Maggio 20260,502398 €/Smc+1,9%
Giugno 20260,505178 €/Smc+0,6%
Luglio 20260,606917 €/Smc+20,1%
Agosto 20260,686889 €/Smc+13,2%

(Scopri la nostra pagina dedicata all’andamento dei prezzi dell’energia dal 2021 al 2026)

L’anno può essere letto attraverso tre fasi principali.

Primo trimestre: volatilità molto elevata

Il 2026 si apre con un PSV pari a 0,404 €/Smc a gennaio.

A febbraio il prezzo scende a 0,377€/Smc, che rimane il livello più basso registrato nei primi otto mesi dell’anno.

La situazione cambia però rapidamente a marzo, quando il PSV sale a 0,558€/Smc, con un incremento di circa il 48% rispetto al mese precedente.

Il primo trimestre mostra quindi fin da subito un mercato estremamente volatile, capace di passare in poche settimane da meno di 0,38 €/Smc a oltre 0,55 €/Smc.

Primavera 2026: il mercato si stabilizza intorno a 0,50 €/Smc

Dopo il forte rialzo di marzo, ad aprile il PSV torna a 0,49 €/Smc.

Maggio e giugno mostrano poi variazioni molto più contenute:

  • maggio: 0,502 €/Smc;
  • giugno: 0,505 €/Smc.

Per circa tre mesi il prezzo del gas si mantiene quindi in un intervallo relativamente ristretto, vicino a 0,50 €/Smc.

Questa fase di stabilità viene però interrotta con l’inizio dell’estate.

Luglio e agosto: la nuova accelerazione

A luglio il PSV sale a 0,606 €/Smc, registrando un incremento di circa il 20% rispetto a giugno.

Ad agosto raggiunge poi 0,686 €/Smc, con un ulteriore aumento del 13,2%.

In soli due mesi il prezzo passa quindi da poco più di 0,50 €/Smc a quasi 0,69 €/Smc.

La variazione tra giugno e agosto è di circa il 36%.

È questo il passaggio più importante dell’andamento recente: dopo alcuni mesi di relativa stabilità, il mercato ha imboccato una nuova fase rialzista proprio durante l’estate.

Il PSV agosto 2026 è circa il 33% sopra la media del 2026

Considerando i valori da gennaio ad agosto, la media mensile del PSV nel 2026 è pari a circa:

0,517€/Smc

Il dato di agosto, pari a 0,686889 €/Smc, si colloca quindi circa il 33% al di sopra della media dei primi otto mesi dell’anno.

Questo confronto aiuta a comprendere meglio la posizione del prezzo attuale: agosto non rappresenta semplicemente una normale oscillazione intorno ai valori medi del 2026, ma si colloca sensibilmente sopra i livelli osservati durante gran parte dell’anno.

Cosa significa per chi ha un’offerta gas indicizzata

L’aumento del PSV interessa direttamente soprattutto chi ha sottoscritto un contratto a prezzo variabile.

In molte offerte gas il prezzo della materia prima viene determinato attraverso una formula del tipo:

PSV + spread+ eventuali costi accessori

Il PSV segue l’andamento del mercato, mentre lo spread rappresenta il margine o corrispettivo aggiuntivo previsto dal contratto.

Un aumento dell’indice tende quindi a riflettersi sul costo della materia prima applicato nei mesi successivi o nel periodo previsto dalle condizioni economiche della fornitura. È però importante non considerare il valore del PSV come il prezzo finale pagato in bolletta.

Due offerte entrambe indicizzate possono avere costi sensibilmente diversi a causa di:

  • spread differenti;
  • quote fisse mensili o annuali;
  • costi commerciali;
  • modalità di indicizzazione;
  • durata delle condizioni economiche;
  • servizi aggiuntivi inseriti nel contratto.

Il confronto corretto tra offerte deve quindi tenere conto dell’intera struttura economica e non soltanto dell’indice utilizzato.

Cosa controllare nel proprio contratto gas

In una fase di mercato come quella attuale, una verifica delle condizioni contrattuali può aiutare a capire se il prezzo applicato è ancora competitivo.

Gli elementi principali da controllare sono:

  • spread sul PSV, cioè quanto viene aggiunto all’indice;
  • quota fissa, mensile o annuale;
  • modalità di aggiornamento del prezzo;
  • durata delle condizioni economiche;
  • data di rinnovo dell’offerta;
  • consumo annuo effettivo;
  • eventuali servizi o costi aggiuntivi.

Particolare attenzione va riservata allo spread. Quando il PSV aumenta, infatti, anche una differenza apparentemente piccola tra due offerte può tradursi in un costo significativo su base annuale.

Prima di cambiare fornitore, serve un’analisi

Uno degli errori più comuni è iniziare la ricerca di una nuova offerta senza aver prima analizzato quella attuale. Il prezzo pubblicizzato da un fornitore, preso da solo, dice poco.

Per effettuare un confronto corretto bisogna partire dalla propria bolletta, verificare consumi e condizioni contrattuali e soltanto dopo valutare le alternative disponibili.

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