PUN febbraio 2026: valore medio, fasce F1-F2-F3 e cosa cambia davvero per imprese e famiglie

A febbraio 2026 il PUN si è raffreddato rispetto a gennaio: dai valori medi ufficiali per fascia pubblicati dal GME, il prezzo medio mensile ricostruibile è pari a circa 0,114 €/kWh. Le fasce ufficiali del mese sono F1 0,12228 €/kWh, F2 0,11984 €/kWh e F3 0,10530 €/kWh, tutte in calo rispetto a gennaio 2026.

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PUN febbraio 2026: il dato da conoscere subito

Il dato più utile da cui partire è questo: il PUN febbraio 2026 chiude intorno a 114,4 €/MWh, cioè 0,1144 €/kWh, ricostruito a partire dai prezzi medi ufficiali per fascia del GME e dalle ore mensili delle tre fasce ARERA riportate nella pubblicazione di febbraio 2026.

Questo significa una cosa semplice: dopo il picco invernale di gennaio, il mercato elettrico all’ingrosso ha mostrato un rientro netto, soprattutto nelle ore di punta. Per chi ha una fornitura indicizzata, febbraio è stato quindi un mese meno pesante del precedente, ma non automaticamente “economico” in bolletta, perché il prezzo finale continua a dipendere da spread, perdite, quote fisse e profilo di consumo.

PUN febbraio 2026 per fasce orarie

Ecco i valori medi ufficiali per fascia:

FasciaValore PUN febbraio 2026
F10,12228 €/kWh
F20,11984 €/kWh
F30,10530 €/kWh

Visualizza qui i dati del mercato energetico dal 2022 al 2026 oppure scarica il file riepilogativo:

Valore PUN 2022-2026

 

La lettura pratica è immediata:

  • F1 resta la fascia più cara, quindi continua a penalizzare attività che lavorano soprattutto di giorno.

  • F3 è la più bassa del mese, quindi favorisce chi concentra parte dei consumi in sera, notte e weekend.

  • Il gap tra F1 e F3 rimane rilevante: questo rende ancora importante, per le aziende, capire come consumano e non solo quanto consumano.

Confronto con il valore PUN gennaio 2026 e il valore PUN febbraio 2025

Il PUN medio mensile di gennaio stato di 0,133 €/kWh, con fasce F1 0,15350, F2 0,13740 e F3 0,11829 €/kWh. A febbraio 2025, invece, il PUN medio di 0,150 €/kWh.

Il confronto mostra bene il cambio di scenario:

MesePUN medio / riferimentoF1F2F3
Feb 20260,114 €/kWh0,122280,119840,10530
Gen 20260,133 €/kWh0,153500,137400,11829
Feb 20250,150 €/kWh0,157640,158950,13991

In termini percentuali, febbraio 2026 segna:

  • circa -13,5% rispetto a gennaio 2026 sul dato medio mensile;

  • circa -23,5% rispetto a febbraio 2025;

  • un calo per fascia di circa -20,3% in F1, -12,8% in F2 e -11,0% in F3 rispetto a gennaio 2026.

Cosa significa per le imprese

Per un’azienda, il punto non è dire se il PUN febbraio 2026 sia “alto” o “basso” in assoluto. La domanda giusta è: la mia tariffa sta seguendo davvero il mercato oppure sto pagando extracosti evitabili?

Con un PUN in discesa, diventano più visibili alcuni problemi tipici:

  1. spread troppo alto, che continua a pesare anche quando il mercato scende;

  2. formula poco trasparente, che rende difficile verificare il prezzo applicato;

  3. profilo orario sbilanciato in F1, che riduce il beneficio del calo mensile;

  4. quote fisse elevate, che alzano il costo medio reale soprattutto sui consumi medi o bassi.

confronto con due bollette

Per le famiglie: è davvero una buona notizia?

Sì, ma con una precisazione. Per una famiglia con tariffa indicizzata, il valore PUN febbraio 2026 porta in genere un contesto migliore rispetto a gennaio, perché il riferimento all’ingrosso è più basso. Però il vantaggio reale dipende da tre elementi:

  • tipo di offerta;

  • eventuale spread applicato;

  • distribuzione dei consumi tra ore diurne e serali.

Chi consuma molto la sera o nel weekend beneficia di più del livello più basso della F3. Chi invece ha una casa molto elettrificata e concentra i consumi nelle ore centrali del giorno sente maggiormente il peso della F1, anche se in calo rispetto al mese precedente.

Perché il PUN è sceso a febbraio 2026

Il confronto disponibile a metà febbraio mostrava già un netto ridimensionamento del PUN rispetto al valore medio di gennaio 2026, sceso nell’area di 0,119 €/kWh nel dato parziale al 19 febbraio; il consuntivo finale ricostruito sulle fasce ufficiali GME conferma poi una chiusura ancora più bassa, nell’area di 0,114 €/kWh. In altre parole, il rientro dei prezzi non è stato episodico ma si è consolidato nella seconda parte del mese.

Analisi previsionale: cosa osservare dopo febbraio

Dopo il calo registrato a febbraio, il quadro per marzo è cambiato rapidamente. Negli ultimi giorni il mercato dell’energia è tornato sotto pressione per l’escalation geopolitica in Medio Oriente: la tensione si è concentrata soprattutto nell’area dello Stretto di Hormuz, snodo strategico tra Iran, Oman ed Emirati, da cui passa una quota rilevante dei traffici mondiali di petrolio e gas. In questi giorni ANSA ha riportato traffico navale quasi azzerato nell’area, mentre dal Qatar è arrivato un allarme esplicito sul rischio di stop alle esportazioni energetiche del Golfo se il conflitto dovesse proseguire.

Questo clima di tensione si sta già riflettendo sui prezzi all’ingrosso. Le rilevazioni aggiornate di inizio marzo mostrano un nuovo rialzo sia del PUN luce sia del PSV gas rispetto ai livelli di febbraio

In questi giorni diversi comparatori e operatori stanno evidenziando offerte a prezzo fisso con validità molto breve o in scadenza immediata, segno che i fornitori stanno rivedendo i listini con cautela per non esporsi troppo in una fase di forte volatilità. In sintesi, i fornitori stanno mostrando una rapida revisione commerciale delle offerte fisse.

Per il prossimo mese, quindi, lo scenario più credibile non è quello della stabilità ma quello di una pressione rialzista su luce e gas, che potrà rientrare solo se la tensione geopolitica si attenuerà velocemente e se tornerà più fluida la circolazione energetica nell’area del Golfo. Per aziende e PMI, però, il punto non è inseguire il mese “buono” o “cattivo”, ma verificare con attenzione se il contratto applica davvero il riferimento corretto, se lo spread è coerente con il mercato e se in bolletta non stanno pesando costi accessori o condizioni economiche poco trasparenti.

FAQ – PUN febbraio 2026

Quanto vale il PUN febbraio 2026?

Il valore medio mensile ricostruibile dai dati ufficiali GME per fascia è di circa 0,114 €/kWh.

Quali sono i valori F1, F2 e F3 del PUN febbraio 2026?

F1 0,12228 €/kWh, F2 0,11984 €/kWh, F3 0,10530 €/kWh.

Il PUN febbraio 2026 è sceso rispetto a gennaio 2026?

Sì. Il calo medio rispetto a gennaio 2026 è di circa -13,5%.

Il PUN basso significa automaticamente bolletta bassa?

No. Il prezzo finale dipende anche da spread, quote fisse, perdite di rete, formula contrattuale e fasce di consumo.

Controlla se la tua tariffa è ancora davvero conveniente

Dopo il calo del PUN febbraio 2026 e le nuove tensioni sui mercati energetici, questo è il momento giusto per verificare se il tuo contratto luce o gas è ancora in linea con il mercato. Energiachiara ti aiuta ad analizzare la bolletta, individuare eventuali costi accessori e capire se esistono soluzioni più adatte ai tuoi consumi.




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