Oneri ASOS e aumenti in bolletta: cosa sta succedendo dal 1° ottobre 2025

Dal 1° ottobre 2025 molte imprese stanno notando aumenti in bolletta rispetto ai mesi primaverili ed estivi. Non si tratta di un errore di fatturazione né di un improvviso rialzo del prezzo dell’energia deciso dal fornitore, ma del ritorno degli oneri generali di sistema, in particolare della componente ASOS.

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Gli oneri ASOS sono una voce regolata dall’Autorità (ARERA) e servono a finanziare le fonti rinnovabili e la cogenerazione ad alto rendimento. Dopo sei mesi di azzeramento temporaneo per una parte delle imprese, questi oneri sono tornati ad essere applicati in bolletta, riportando il costo complessivo dell’energia su livelli più “normali”, ma inevitabilmente più alti.

In questo articolo vediamo cosa è successo tra aprile e settembre 2025, cosa cambia dal 1° ottobre 2025 e quanto può incidere questo ritorno alla normalità degli oneri, tenendo presente un punto fondamentale: per questi aumenti non ci si può fare nulla, perché derivano da decisioni regolatorie e non da scelte commerciali del singolo fornitore.

Un passo indietro: cosa è successo da aprile a settembre 2025

Sospensione Oneri ASOS

Per capire gli aumenti in bolletta legati agli oneri ASOS, bisogna partire dal periodo in cui questi oneri sono stati temporaneamente ridotti.

Nel 2025, il Governo è intervenuto con misure straordinarie per alleggerire il costo dell’energia per le imprese. ARERA ha dato attuazione a queste misure con la Delibera 131/2025/R/COM, introducendo un importante beneficio:

  • azzeramento temporaneo della componente ASOS sulla quota energia
  • per le utenze non domestiche in bassa tensione (BT) con potenza disponibile superiore a 16,5 kW

In concreto, tra aprile e settembre 2025:

  • la voce ASOS in €/kWh è stata portata a zero per questa tipologia di utenze;
  • nelle bollette delle imprese interessate, gli oneri generali di sistema risultavano sensibilmente più bassi;
  • il costo medio al kWh appariva più contenuto, contribuendo a ridurre il peso delle bollette in un momento ancora delicato per molte attività.

Per chi gestisce una PMI in BT > 16,5 kW – come negozi di medie dimensioni, piccoli laboratori, artigiani con macchinari energivori, uffici con consumi rilevanti – questo si è tradotto in:

  • una riduzione significativa dei costi in bolletta per circa sei mesi
  • un alleggerimento percepibile della spesa energetica, spesso proprio nella parte etichettata come “oneri generali di sistema – ASOS”

È importante sottolinearlo: questa fase è stata una parentesi straordinaria, non la nuova normalità. L’azzeramento degli oneri ASOS era fin dall’inizio una misura temporanea, con una data di fine già prevista.

Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo: “Sospensione oneri ASOS: un aiuto per le imprese”

Cosa cambia dal 1° ottobre 2025: il ritorno degli oneri

Questa parentesi si chiude con l’arrivo dell’autunno. Con la Delibera ARERA 429/2025/R/COM del 26 settembre 2025, l’Autorità ha definito l’aggiornamento delle componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali di sistema per il quarto trimestre 2025.

Dal 1° ottobre 2025 succede quindi questo:

  • la componente ASOS viene nuovamente applicata anche alle imprese che avevano beneficiato dell’azzeramento
  • ARERA aggiorna i valori degli oneri di sistema (inclusi gli oneri ASOS) per tutte le tipologie di clienti elettrici
  • nelle bollette di competenza ottobre 2025 la voce ASOS torna a essere visibile e valorizzata

Per le imprese non domestiche in BT con potenza disponibile > 16,5 kW la differenza rispetto ai mesi precedenti è netta:

  • fino a settembre 2025 la quota ASOS in €/kWh era azzerata
  • da ottobre 2025 la stessa quota torna ad essere calcolata e addebitata in funzione dei kWh consumati
    Il risultato pratico è che:
  • le bollette da ottobre in poi risultano più alte rispetto a quelle emesse nel periodo aprile–settembre, anche a parità di consumi, prezzo energia e condizioni contrattuali.

È qui che nasce la percezione degli “aumenti in bolletta”: l’impresa non ha necessariamente cambiato fornitore, né aumentato i consumi, ma si trova a pagare di più perché è rientrato in vigore un costo regolato, gli oneri ASOS, che erano stati sospesi.

Un punto fondamentale da chiarire ai clienti business è che:

  • questi aumenti in bolletta non dipendono dal singolo fornitore;
  • gli oneri ASOS sono definiti da ARERA e sono uguali per tutti i fornitori per la stessa categoria di utenza;

non si tratta quindi di una “furbata commerciale” o di un rincaro nascosto, ma di un ritorno alla normalità regolatoria dopo un periodo di sconto temporaneo.

Quanto può incidere questo ritorno degli oneri?

L’impatto del ritorno degli oneri ASOS sugli aumenti in bolletta non è identico per tutte le imprese. Dipende da diversi fattori:

  • il profilo di consumo (quanti kWh annui e il rapporto tra energia consumata e potenza impegnata);
  • la potenza disponibile, il livello di tensione e la tipologia di utilizzo (es. BT altri usi, MT);
  • la struttura dell’offerta sottoscritta (prezzo fisso o variabile, livello del prezzo energia, eventuali servizi o fee aggiuntive).

Per una tipica PMI in BT con potenza > 16,5 kW, lo scenario può essere riassunto così:

  • nel semestre aprile–settembre 2025, con gli oneri ASOS azzerati, la spesa per oneri di sistema è stata insolitamente bassa;
  • dal 1° ottobre 2025, con gli oneri ASOS di nuovo “pieni”, la stessa azienda, agli stessi consumi, vede una bolletta più alta

È come se si tornasse a un “livello base” di costo che era stato temporaneamente abbassato. Di conseguenza:

  • chi confronta una bolletta di maggio o giugno con una di ottobre o novembre noterà quasi certamente un aumento in bolletta;
  • questo aumento non è spiegabile solo con il prezzo energia, ma va attribuito in larga parte al ripristino degli oneri ASOS.

Il messaggio chiave da far passare è proprio questo:

  • Non bisogna guardare solo il prezzo dell’energia in €/kWh, ma l’intera struttura di costo della bolletta
  • Gli oneri ASOS sono una componente regolata, che può ridursi o aumentare per decisione dell’Autorità, e quando tornano dopo un azzeramento temporaneo generano inevitabilmente aumenti in bolletta.

Ed è altrettanto importante essere trasparenti su un altro punto:
per questi specifici aumenti legati agli oneri ASOS, non ci si può fare nulla.

  • Non è possibile “scegliere un fornitore senza oneri ASOS”, perché sono uguali per tutti.
  • Non è possibile “bloccare” questi oneri con un contratto commerciale, perché non dipendono dal prezzo energia negoziato ma da delibere ARERA.

Quello che si può fare – e che Energiachiara cerca di fare ogni giorno – è aiutare le imprese a:

  • capire da dove nascono gli aumenti in bolletta
  • leggere correttamente la struttura dei costi, distinguendo tra energia, rete e oneri di sistema
  • evitare di attribuire al contratto o al fornitore ciò che dipende invece da una scelta regolatoria nazionale

In questo modo, anche se non si può intervenire sugli oneri ASOS, si può almeno restituire chiarezza e consapevolezza a chi deve prendere decisioni in azienda, evitando fraintendimenti e false aspettative su aumenti che, purtroppo, non sono negoziabili. Allo stesso tempo, però, è possibile verificare se le tariffe applicate sono davvero in linea con il mercato e se c’è margine per ottimizzare la parte rinegoziabile della bolletta, cioè le condizioni economiche di fornitura.

Non puoi cambiare gli oneri ASOS, ma puoi migliorare le tue tariffe

Se la tua azienda sta subendo aumenti in bolletta e vuoi capire quanto dipende dagli oneri ASOS e quanto invece dalle tariffe applicate, puoi inviarci le ultime fatture di luce e gas. Ti forniremo:

– una lettura chiara e semplificata delle voci di spesa;
– una verifica se le tariffe energia sono in linea con il mercato;
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