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In data 13 maggio 2022 è stata pubblicata da parte dell’Agenzia delle Entrate la circolare che chiarisce meglio le condizioni ed i requisiti di accesso da parte delle imprese al credito d’imposta stabilito dal decreto bollette del 21 marzo 2022.

Ricapitoliamo in sintesi a chi è rivolta e in che cosa consiste l’agevolazione alle imprese.

Come ottenere il credito d’imposta: soggetti coinvolti

L’agevolazione fiscale si rivolge a tutte le imprese italiane che rientrano nei seguenti parametri:

  • Imprese energivore, con elevati consumi energetici
  • Imprese non energivore, operanti in qualsiasi settore, purché abbiano con contatori dotati di una potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW 

Imprese energivore: quali sono

  • operare in uno dei settori (codici NACE) dell’allegato 3 delle Linee guida della Commissione Europea CE 2014/C 200/01 in merito agli aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia (ad esempio siderurgia, cartario, chimica)
  • esercitare in uno dei settori dell’allegato 5 delle Linee guida di cui sopra e con un indice di intensità elettrica maggiore o uguale al 20% rispetto al Val (valore aggiunto lordo);
  • non rientrano nei punti precedenti, ma risultano tra gli elenchi CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali) delle imprese a forte consumo energetico per gli anni 2013 o 2014

Come funziona il credito d’imposta luce per le imprese energivore?

Il decreto prevede che le imprese energivore possano beneficiare dell’agevolazione fiscale sotto forma di credito d’imposta sia per il primo che per il secondo trimestre 2022, purché il costo dell’energia elettrica abbia subito un incremento di almeno il 30% nei rispettivi trimestri presi a riferimento per il confronto.

Il credito è pari al 20% della spesa per la materia prima energia dal 1° Gennaio al 31 Marzo 2022 (Primo trimestre 2022), mentre per il secondo trimestre 2022 il credito d’imposta in percentuale è aumentato dal 20 al 25%, sempre della spesa per la materia prima energia.

Imprese non energivore: chi può richiedere l’agevolazione?

La novità importante è che, oltre alle imprese energivore, anche le piccole e medie imprese operanti in qualsiasi settore di attività economica possono usufruire di questo sostegno riguardante la spesa energetica del secondo trimestre 2022.

È sufficiente, infatti, che abbiano una potenza disponibile pari o superiore ai 16,5 kW e che nel primo trimestre del 2022 abbiano subito un aumento del 30% del costo medio dell’energia rispetto al primo trimestre del 2019. Il confronto è fatto sul primo trimestre 2019, prima quindi dell’emergenza sanitaria, in modo da poter garantire un equo confronto delle tariffe in ordine a spesa e consumi.

Credito d’imposta: percentuale del 15% per le piccole e medie imprese

L’aiuto che viene riconosciuto alle imprese che rispondono a questi requisiti è pari a al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto dell’energia (materia prima energia) dal 1° Aprile al 30 Giugno 2022 (Secondo trimestre 2022).

Se la mia azienda non era ancora stata costituita nel primo trimestre 2019?

Le aziende (energivore e non) che non hanno effettuato consumi nel primo trimestre del 2019, perché ancora non costituite in data 1° Gennaio 2019 possono comunque usufruire del credito anche se non vi sono i dati relativi al primo trimestre per il confronto.

Per sopperire alla mancanza di dati per il prezzo vengono presi in considerazione i seguenti valori:

  • valore medio del Prezzo unico nazionale dell’energia elettrica all’ingrosso (PUN) pari, per il primo trimestre 2019, a 59,46 euro/MWh;
  • valore di riferimento del prezzo di dispacciamento (PD) pari, per il primo trimestre 2019, a 9,80 euro/MWh,

per un importo complessivo pari a 69,26 euro/MWh.

Qualora i due trimestri messi a confronto dovessero portare come risultato un incremento della spesa della materia prima energia pari al 30%, l’azienda in questione potrà beneficiare dell’agevolazione.

Componente materia prima energia e calcolo della media del costo per l’energia elettrica: chiarimento

Per il calcolo del costo medio dell’energia elettrica si deve tenere conto della componente “spesa per la materia prima energia”. Vediamo quindi quali sono le componenti che debbono essere incluse nel calcolo:

  • le perdite di rete
  • il dispacciamento
  • i costi di commercializzazione (prezzo di vendita €/Kwh e quote fisse €/mese)

Diversamente invece, vengono escluse dal calcolo del costo medio dell’energia le seguenti spese:

  • Spese di trasporto
  • Spese per coperture finanziare
  • Imposte e oneri accessori diretti e/o indiretti

Poiché il credito sarà utilizzabile solo ed esclusivamente entro la data del 31/12/2022 è necessario organizzarsi per tempo per non perdere questa opportunità.

Credito d'imposta esempio

Per dare un’idea concreta ai nostri lettori a quanto potrebbe ammontare l’importo dell’agevolazione a favore di un’impresa non energivora. Presentiamo di seguito un caso studio reale riguardante un nostro cliente operante nel settore alberghiero.

CONSUMI PRIMO TRIMESTRE 2019-2022

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