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Cosa è il Mercato Libero energia elettrica?

Una considerazione preliminare da fare è che il mercato libero energia elettrica non è certamente una novità di questi giorni.

E’ necessario infatti ricordare che la prima liberalizzazione in Italia risale addirittura al Decreto Bersani del 1999, che riguardava le grandi imprese, per giungere poi, attraverso vari passaggi, al secondo decreto Bersani del 2007, in cui viene sancita la completa liberalizzazione del mercato dell’energia per tutti i soggetti, siano essi imprese o privati cittadini.

In questi anni 15 anni certamente si è gradualmente estesa la consapevolezza delle opportunità derivanti dalla liberalizzazione da parte del mondo delle imprese e delle famiglie, tanto che oggi praticamente tutte le imprese e una buona parte delle famiglie italiane hanno un contratto di mercato libero energia elettrica e gas e sono abituate a “negoziare” periodicamente le varie offerte degli operatori.

Ma si poteva fare di più. Il prolungarsi in questi anni, per mera volontà politica, di una sorta di “doppio binario”, cioè anche di un regime di prezzi cosiddetti di “Tutela” – regolati cioè da ARERA (Autorità dell’Energia) – di pari passo all’avanzare del mercato libero, ha impedito una completa percezione da parte degli utenti delle reali opportunità derivanti da una completa liberalizzazione, determinando anzi in taluni casi riserve e i timori, e in generale una certa confusione sulle differenze e la convenienza o meno tra i due “mercati”.

Ad ogni modo, con la fine del mercato tutelato gas di inizio 2024 e l’imminente cessazione di quello elettrico a luglio 2024, si apre la strada per la completa liberalizzazione anche per le restanti utenze domestiche, che riguarda il numero ragguardevole di circa 9 milioni di famiglie italiane.

Fatta questa doverosa premessa, crediamo doveroso sottolineare che il mercato libero energia elettrica può portare solo opportunità a tutti i clienti, domestici e aziende, sia in termini di risparmio, che di servizio. Ma queste stesse opportunità possono a loro volta tramutarsi in rischi e insidie, se non si operano scelte consapevoli e informate.

Mercato libero energia elettrica:

5 cose da sapere per evitare cattive sorprese e risparmiare sulle bollette luce e gas

Servizio Elettrico Nazionale chiude

Abbiamo individuato 5 consigli che tutti dovrebbero seguire per scegliere in sicurezza un’offerta luce e gas sul mercato libero energia elettrica.

1.Conosci il tuo profilo di consumo? 

Per scegliere l’offerta migliore sul mercato libero energia elettrica e gas è necessario conoscere non solo la quantità di energia utilizzata, per la propria abitazione o azienda, ma come e quando si utilizza. Poiché il mercato libero energia, in questo caso, offre la possibilità di scegliere non solo tariffe monorarie (prezzo unico per tutte le ore della giornata e della settimana), ma anche biorarie e triorarie (cioè tariffe diverse in base al giorno e all’orario in cui la si utilizza).

Sapere, ad esempio, che i consumi della mia utenza sono concentrati soprattutto nelle fasce serali e pre-serali e nei fine settimana (fasce F2 e F3) mi porterà a scegliere una tariffa bioraria o trioraria in cui generalmente i prezzi dell’energia in quelle fasce sono più bassi, con l’obiettivo di abbassare il prezzo medio della componente energia.

Quello che conta infatti per avere un confronto omogeneo e certo tra due offerte, in modo da poter scegliere la migliore offerta per il mercato libero energia elettricae gas, è sempre la media ponderata dei prezzi in base al proprio profilo di consumo.

2. Distingui tra offerte a prezzo fisso e indicizzato

E’ una delle più importanti opportunità del mercato libero energia elettrica e gas.

Mentre infatti nel regime di Tutela i prezzi erano regolati e stabiliti sempre sulla base di una indicizzazione trimestrale, sul mercato libero energia elettrica e gas c’è ampia disponibilità di scelta. Le offerte a prezzo fisso stabiliscono un costo fisso e invariabile dell’energia e/o del gas in €/Kwh o €/Smc. Le offerte a prezzo indicizzato applicano invece uno “spread”, maggiorazione applicata a discrezione del fornitore, sul prezzo medio mensile dei prezzi della borsa elettrica (PUN) e del gas (PSV) rilevati sulle rispettive piattaforme e quindi uguali per tutti i fornitori.

Per queste ultime, offerte a prezzo indicizzato, parlando sempre di mercato libero energia elettrica e gas, il meccanismo in pratica è lo stesso dei mutui a tasso variabile con la differenza, non da poco, che nel caso dell’energia c’è una estrema flessibilità nel cambiare le offerte e i vari fornitori.

Posso infatti inizialmente optare per un prezzo fisso, perché voglio mettermi al riparo dal rischio di aumenti, salvo poi, rendendomi conto che il mercato sta scendendo, cambiare l’offerta e/o il fornitore passando a un prezzo indicizzato. Per le utenze in bassa tensione, cioè la stragrande maggioranza delle piccole imprese e dei clienti domestici, il passaggio (switch) si fa in 20 giorni ed è sempre gratuito.

Per le utenze con consumi più alti in media tensione invece i tempi di recesso sono generalmente più lunghi (6 mesi).

Importante: in tutti i casi non esiste mai la possibilità di restare senza energia o gas a causa dello switch, perché il sistema è regolato per garantire la continuità di fornitura.

3. Controlla la scadenza delle condizioni, durata e tipologia del contratto

Fatta salva sempre la possibilità di recesso anticipato, come sopra illustrato, le condizioni pattuite nel mercato libero energia elettrica e gas nell’offerta generalmente durano 12 mesi, salvo casi in cui la durata è 24 o anche 30 mesi.

Scadenza contratto luce e gas

Soprattutto nei casi in cui si è optato per un prezzo fisso è necessario annotarsi la scadenza dell’offerta, onde poter rinegoziare le condizioni con congruo anticipo prima della scadenza.

In assenza di una rinegoziazione nei tempi utili infatti il fornitore si tutela con clausole contrattuali che gli consentono di modificare il prezzo dopo la scadenza, passando a condizioni in taluni casi non più convenienti per il cliente e addirittura fuori mercato.

Attenzione: questo è il caso dei contratti a tempo indeterminato, in cui non c’è una effettiva scadenza e si rinnovano tacitamente di anno in anno, salvo disdetta.

Il mercato libero consente – soprattutto per gli utilizzatori industriali – di optare anche per contratti a scadenza naturale, i cui effetti scadono alla data stabilita (6/12/24 mesi ecc). In questi casi, il cliente non ha vincoli di preavviso (nemmeno quelli in media tensione), se non quelli minimi stabiliti da ARERA (20 giorni) e può decidere con chi rinnovare di volta in volta alla scadenza.

Tuttavia, in caso di uscita anticipata, il cliente è soggetto ad applicazioni di penali da parte del fornitore. Nel caso in cui il cliente non dovesse rinnovare, il contratto di fornitura cessa, ma non cessa l’erogazione dell’energia e/o del gas, in quanto il viene attivato un cosiddetto fornitore di ultima istanza che provvede a mantenere attiva la fornitura.

Il fornitore di ultima istanza (per l’energia si chiama Salvaguardia) garantisce sotto determinate condizioni la fornitura, ma non ha mai prezzi convenienti e, pertanto, è opportuno evitare di cadere in questa eventualità.

 

4. Verifica i costi di commercializzazione e gli oneri accessori

La bolletta è composta da una serie di voci e tariffe, ma è bene ricordare che la parte in cui si possono negoziare le condizioni sul mercato libero energia elettrica e gas è la cosiddetta componente Materia Prima Energia, che vale all’incirca il 60% dell’intero costo della bolletta.

Le altre voci che la compongono, Servizi Trasporto e Distribuzione, Oneri Generali e Tasse non sono negoziabili, le relative tariffe sono regolate da ARERA e valide per tutti i fornitori. Nelle varie offerte oltre al prezzo dell’energia in €/kwh sono indicati i cosiddetti costi di commercializzazione, che sono costi aggiuntivi, applicati in misura diversa da fornitore a fornitore e da offerta e offerta.

Possono essere costi fissi €/mese o variabili €/Kwh o €/Smc a tutti gli effetti vanno a sommarsi al prezzo dell’energia.

Attenzione pertanto anche in questo caso a includerli nella valutazione del prezzo finale. Non è infrequente infatti vedere offerte, ad esempio a prezzi indicizzati, con spread molto bassi o nulli (es. energia a prezzo di costo) ma che poi presentano un costo di commercializzazione €/mese o €/kwh decisamente alto e in alcuni casi fuori mercato.

Ci sono poi alcune voci accessorie da considerare nel conto, sempre presenti nelle varie offerte. I nomi sotto cui si trovano sono molteplici e in taluni casi abbastanza fantasiosi.

Tra i costi accessori più comuni in questa categoria annoveriamo ad esempio:

  • Sbilanciamento
  • Corrispettivo Integrazione Mercato Capacità
  • Oneri Amministrativi o Gestione contratto
  • Energia Verde (in caso di fornitura certificata da fonti rinnovabili)

Pertanto, anche gli oneri accessori vanno considerati nel computo finale per determinare la convenienza di un prezzo rispetto a un altro. Infine, da non dimenticare l’opportunità di pagare con RID, che evita quasi sempre il dover versare un deposito cauzionale, e richiedere l’invio della bolletta per mail anziché cartaceo che, oltre far bene all’ambiente, consente anche di ottenere sconti in bolletta.

5.Valuta i servizi aggiuntivi

In ultima analisi, uno degli aspetti che sta prendendo sempre più campo e che vale la pena di valutare con attenzione è quello dei servizi accessori inclusi nelle offerte dei vai fornitori. I fornitori di energia si stanno trasformando sempre di più da semplici venditori di una commodity di cui tutti hanno bisogno, luce e gas, a dei veri e propri fornitori di servizi e di prodotti, seguendo l’evoluzione dei bisogni dei consumatori e delle aziende.

Ecco quindi che da qualche tempo a questa parte si possono trovare offerte che includono ad esempio sconti per promuovere l’acquisto di colonnine elettriche o altri apparecchi che favoriscono l’efficienza energetica (caldaie ad alta efficienza, generatori eolici o piccoli pannelli fotovoltaici domestici), offerte che includono programmi fedeltà, in cui si accumulano punti per l’acquisto di tessere regalo e buoni sconto, offerte comprensive di assicurazioni su vari eventi che possono coinvolgere la casa o l’attività commerciale.

Costi accessori bollette

Si tratta solo dell’inizio di unpercorso che porterà ad una evoluzione della percezione del ruolo del fornitore di energia negli anni a venire.

Quello che conterà sempre però e che farà la differenza, sarà la capacità da parte dei consumatori e delle aziende di avere consapevolezza di ciò che si acquista, informandosi sempre attraverso i vari canali messi a disposizione dalle varie associazioni di categoria e in primis dagli operatori istituzionali:

Se permangono ancora dei dubbi, il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi ad un esperto di fiducia, evitando di rimanere trappola di un call center che, nella migliore delle ipotesi, proporrà sempre una visione decisamente di parte.

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